LEONARDO e VIGEVANO

Le tracce di Leonardo

 

LA SFORZESCA, PRIMO MODELLO IN ITALIA DI AZIENDA AGRICOLA

Con la possessione della Sforzesca (ancora oggi conservata e visibile alle porte della città) Ludovico il Moro inaugura nel 1486 la prima delle grandi opere pensate per fare di Vigevano una residenza ducale. La costruzione vera e propria a forma di quadrilatero ne costituiva il "centro". Le torri angolari o colombaie erano i casamenti dei fittabili e i locali per ospitare il duca che, avendo a disposizione il Castello, di fatto non vi soggiornava ma vi faceva capo per le battute di caccia.  Erano parte integrante della costruzione le case dei lavoratori, i magazzini, le stalle e gli allevamenti.

La Sforzesca fu pensata fin dall'inizio come laboratorio agricolo sperimentale, una azienda agricola la cui natura e il cui fine erano la produzione, non il diletto e gli ozi del principe. La villa rappresenta il primo esempio assoluto di complesso agricolo a corte chiusa, archetipo delle aziende che si svilupparono in età moderna. E' inoltre ben nota l'introduzione alla Sforzesca della coltivazione dei gelsi e quindi dell'allevamento razionale dei bachi da seta. 

Le lapidi commemorative del XVI secolo ancora oggi presenti alla Sforzesca insistono sulla sagacia dei lavori idrici compiuti dal Moro che, nella traduzione italiana, "rese fertile questa arida pianura assetata, col portarvi con grande spesa abbondante acqua". Anche la lapide sulla torre bramantesca datata 1492 che scandisce la successione degli interventi del Moro a Vigevano pone come prioritari i lavori idrici, grazie ai quali "rese fertili con irrigazione fluviale gli aridi campi di Vigevano".

LEONARDO E LA SFORZESCA

Le sperimentazioni e le novità gestionali ma anche tecniche avviate "sul campo" alla Sforzesca, ebbero in Leonardo da Vinci un attento e partecipe osservatore e forse anche suggeritore. Sono frequenti infatti le citazioni di Vigevano che compaiono nel manoscritto H (conservato a Parigi presso l'Istituto di Francia). Sono annotazioni e disegni che spaziano dai congegni idraulici ai lavori di bonifica agraria, dalle osservazioni agronomiche alla costruzione di un padiglione in legno. La maggior parte risultano datate febbraio-marzo 1494 da Vigevano e proprio dalla Sforzesca.

Al foglio 1r. parla di "serare a chiave uno incastro da Vigievine".

Al foglio 38r. la notazione "vigne di Vigievine a dì 20 marzo 1494 e la vernata si sotterano", con uno schizzo che riproduce la disposizione delle viti ed il metodo allora utilizzato dai contadini vigevanesi per preservare le viti dal freddo, metodo di agricoltura biodinamica "ante litteram".

Al foglio 65v. "A dì 2 di fbbraro 1494 alla Sforzesca ritrassu scalini 25 di "7£ di braccio l'uno larghi braccia 8" e seguono due disegni di una scala sulla quale scorre l'acqua. Una notazione ripresa e descritta ampiamente nel manoscritto Leicester, dove Leonardo illustra il meccanismo per diminuire la velocità dell'acqua e quindi la potenza della sua caduta. Un procedimento che Leonardo ebbe modo di vedere dal vivo all'opera proprio alla Sforzesca presso il mulino ancora oggi esistente e chiamato appunto "Mulino della Scala".

Al foglio 94 v. parla dei "Mulina a Vigievine" ed anche in molti altri fogli del manoscritto parla di mulini e dei canali che li alimentano. Nel codice Atlantico Leonardo disegna questi mulini e propone soluzioni per sfruttare al meglio la forza motrice dell'acqua.